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La rivoluzione sessuale e l’infanticidio

Ristabilire le verità fondamentali in un tempo di declino morale come il nostro, è diventano un compito arduo.  Come insegnavano i nostri antenati: “Il popolo perisce per mancanza di conoscenza”. L’assenza di verità e di conoscenza ha provocato una decadenza morale e sociale senza precedenti.

Alla luce di quasi cinquant’anni di rivoluzione sessuale si possono palesemente notare le varie ramificazioni di un cambiamento di veduta nell’ambito sessuale. Sembra pazzesco parlare di morale sessuale nei tempi in cui viviamo, ma il sesso ha a che fare con la riproduzione e non solo con il piacere che esso comporta. I due fattori, infatti, sono strettamente connessi; Intraprendere una relazione sessuale significa addossarsi la possibilità dell’eventuale riproduzione e nascita di una nuova vita.

Questa è anche la ragione per cui in molte culture (specialmente nei secoli passati), la sessualità era considerata come qualcosa di sacro.

Il sesso è oggi diventato solo una questione di piacere personale, non si riflette più sulla potenzialità del sesso, ma solo sul beneficio individuale che produce. Parafrasando il concetto sarebbe come mangiare per il sol piacere di farlo senza riflettere sul fatto che la ragione principale del cibo non è il piacere ma la sopravvivenza.

Sicuramente questo discorso può sembrare alieno per la maggior parte dei miei coetanei, questa condizione riflette lo stato sociale e culturale che noi viviamo, oppressi da un relativismo asfissiante che ci ha allontanato dalla razionalità, la ragione e le verità elementari della nostra esistenza.

Jennifer Hartline, scrittrice americana, propone la necessità di una “contro-rivoluzione”, così come la rivoluzione sessuale degli anni 60 ha capovolto in mondo, c’è bisogno di una successiva rivoluzione che rivolti le cose al punto giusto. Jennifer dichiara che: “Sicuramente quello che dirò non è politicamente corretto, ma bisogna dirlo. Tutti noi sappiamo da dove provengono i bambini, se non sei disposto ad accettare un figlio nella tua vita allora non dovresti praticare sesso.  Il sesso non è un diritto ma è un dono che scaturisce un profondo scopo. Non è solo un’attività piacevole ma un’espressione d’amore e altruismo. Non è un passatempo frizzante senza responsabilità. Il sesso porta grandi responsabilità e se non siamo disposti ad accettarle non possiamo coltivare una vita sessuale”.

Jennifer continua dicendo: “La tragedia non è che le donne sono incinte all’improvviso, ma che le persone sono così egoiste che rifiutano di accettare il risultato naturale di un’azione sessuale. La vera libertà si realizza nella scelta iniziale: avere o non avere sesso. Perché noi donne ci sentiamo libere solo quando ci danno il diritto di uccidere qualcuno e non ci sentiamo libere quando possiamo scegliere saggiamente di prevenire attraverso delle scelte che ci possono allontanare da una posizione vulnerabile. La decisone deve essere presa quando abbiamo ancora i nostri vestiti addosso”.

Dinesh D’Souza, scrittore Indiano, commentando circa il nesso tra rivoluzione sessuale e aborto scrive: “Una scelta legittima dipende da cosa si sceglie. Abramo Lincoln argomentava sulla stessa scia dicendo che: “Se i ‘Negroes’ sono degli animali, allora abbiamo il diritto di comprarli e venderli, ma se sono delle persone come possiamo perfino fare una scelta del genere? Come possiamo con la nostra scelta annientare quella degli altri?”.

L’aborto è diventato il mezzo per pulire le scelte sbagliate degli altri alle spese dei bambini.

Per avere una vera rivoluzione sessuale, la donna ha dovuto accettare la stessa autonomia sessuale dell’uomo. Accettando questa ideologia la donna si è scontrata con le leggi biologiche che sono contrarie a quest’atteggiamento. Le femministe che hanno supportato la rivoluzione sessuale, hanno dovuto denunciare la gravidanza come un’invasione del grembo materno. Il feto è diventato un ospite indesiderato e quindi come tale può essere respinto quando è più comodo.

Le conseguenze di questo modo di pensare sono devastanti. La rivoluzione sessuale ha creato un’atmosfera di morte, trentacinque anni di “sesso libero e sfrenato” hanno creato una montagna di corpi da “ripulire”…il mezzo di pulizia è stato l’aborto sistematico di milioni di bambini.

La rivoluzione sessuale ha ucciso, tramite l’aborto, più di qualsiasi guerra mondiale o civile che il mondo abbia mai visto.

Le idee e le ideologie hanno delle conseguenze mostruose nel nostro caso. Sicuramente l’aborto non è l’unica conseguenza della rivoluzione sessuale, non possiamo dimenticare le malattie infettive, AIDS, divorzi, separazioni, cuori infranti, tradimenti ecc.

E’ giunto il tempo di una “contro-rivoluzione”, una rivoluzione di responsabilità, una rivoluzione che riporti il vero significato della vita e del sesso. Una rivoluzione culturale che liberi gli uomini e le donne dalla morsa della pornografica e la concupiscenza, che riporti onore al matrimonio e riaffermi la bellezza e la dignità dell’amore nel piano Divino.

Che la rivoluzione abbia inizio!

A Presto
Antonio Morra